Roba da Donne: un nuovo logo per un nuovo modo di essere magazine femminile

Roba da Donne lancia il nuovo logo e, con esso, la nuova linea editoriale della testata che accoglie la sfida di raccontare e rappresentare un nuovo femminismo inclusivo, libero dagli stereotipi del passato, ma anche da quelli, altrettanto indesiderabili, del presente.

Il nuovo logo di Roba da Donne arriva a conclusione di un processo di trasformazione iniziato un paio d’anni fa, che segna a sua volta un nuovo punto di partenza per il magazine edito dal gruppo Triboo.

 

La nuova immagine è la dichiarazione pubblica che molto è cambiato da quando Roba da Donne era una community femminile teen e un blog di fatto senza una mission e valori forti e condivisi.

Oggi Roba da Donna è una testata giornalistica registrata, che crede nella possibilità di un giornalismo femminile nuovo e davvero rappresentativo di tutte le donne.

“C’è bisogno di parlare di donne in modo diverso – sottolinea Ilaria Maria Dondi, Direttrice Responsabile di Roba da Donne -, lontano dai cliché da vecchio femminile, pieno zeppo di trucchi, gossip, scarpe e modelli femminili photoshoppati e strizzati in taglie improbabili. D’altra parte è fondamentale fare attenzione a dare il giusto peso a quelli che, di fatto, sono nuove idealizzazioni in cui molte donne non trovano rappresentanza e che stanno prendendo piede, nel solco di un nuovo stereotipo di donna Wonder Woman”.

 “La sfida del nuovo Roba da Donne è di rappresentare tutte le donne, da quelle che hanno fatto scelte da vere e proprie outsider a quelle che, nel terzo Millennio, scelgono, non per convenzione ma per convinzione personale, percorsi considerati più tradizionali e oggi rischiano, ancora una volta, di non essere rappresentate – precisa Milo Soardi, Responsabile Marketing -. Perché non c’è un modo predefinito o migliore di essere donne: riconoscere questa libertà, difenderla e pretendere per tutti uguali diritti, questo per noi è il nuovo femminismo”.

 Perché un nuovo colore?

 Roba da Donne ha scelto di sottolineare questo cambiamento abbandonando lo storico rosa fucsia, colore suo malgrado ancora carico di uno stereotipo di genere, a favore di una tonalità di bluverde liberamente ispirata al Blu Tiffany e alla figura di Audrey Hepburn, una donna con i capelli corti e il fisico minuto in un’epoca di pin-up, quintessenza della femminilità pur non avendone i canoni.

Il nuovo colore rappresenta il leit motiv di Roba da Donne:

Perché una donna dovrebbe sognare di essere una principessa o Wonder Woman, quando è unica e può essere tutto ciò che vuole?

Roba da Donne: un punto di partenza

 Negli ultimi anni abbiamo investito concretamente in strumenti, tecnologia e, soprattutto, in risorse umane, dando vita a una nuova redazione e a un nuovo team di lavoro, che hanno condiviso valori, ideali e messo a punto nuove strategie – conclude Marco Palermo, Executive Director -.

Questo restyling è solo il punto di partenza di un piano di crescita che coinvolgerà nuovi prodotti e nuovi strumenti dedicate alle donne, con particolare riferimento alla fascia che va dai 20 ai 50 anni.

C’è ancora molto da fare: siamo solo agli inizi ma il futuro dell’editoria femminile è una sfida entusiasmante”.

Ma quali sono le “robe da donne”?

Lo abbiamo chiesto ai bambini. Qui il video.

Non sono solo parole: il linguaggio che usiamo è ciò che ci definisce.

Ed è tempo di usare le parole in modo diverso. Guarda il nostro video.

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